OLD XX

XX The Female Gender in Twentieth Century Art

Online Exhibition

 

XX: THE FEMALE GENDER IN XXth CENTURY ITALIAN ART is the latest in a series of meaningful exhibitions by curator Monica Cardarelli, and is the first exhibition to be made available online by Laocoon Gallery following its successful inauguration in Florence and subsequent displays in Rome, Milan and London.

The complete exhibition comprised around one hundred works, with techniques ranging between paintings, drawings, pastels, bronzes, terracotta and ceramics, of Italian artists from the 20th Century who represented as many female figures. Wives or lovers, virgins or prostitutes, holy mothers like the Madonna or man-eating she-devils. Chaste teenagers or mature Magdalenes, but also goddesses, nymphs, legendary personifications of Spring or Italy, imposing and shapely figures wearing crowns of turreted walls.

The title of the exhibition uses “XX” as both chromosomes and Roman numerals in order to represent not only the genes that determine a woman’s sex but also the 20th Century, an era which saw unprecedented change in the role, status, appearance and condition of women.

Exhibition curator, gallery director and strong advocate of women’s rights Monica Cardarelli, who has researched and brought together this astonishing selection of art portraying the female gender in its many representations and transfigurations, says of the exhibition, “In a single image we can find a myriad of stories and destinies that intertwine and overlap, and this is also the case for each of the other images that make up this exhibition. Each contains stories that oscillate between past and present, leading to a series of reflections, to which are added those generated by their being together, by the dialogue that inevitably they entertain while standing side by side.”

 

Achille Funi

Lucrezia Romana, c.1940

Oil on canvas, 60 x50 cm
£30,000.00

 

Achille Funi

Ugo and Parisina, 1934

Pastel on mounted paper, 93 x 72 cm
P.O.A

 

Alberto Martini

Aurelia, the actress Jenny Colon, 1934

Watercolour on paper, 30 x 21.1 cm
£15,000.00

 

Alberto Savinio

Portrait of Marcella Giulini, 1949

Oil on panel, 30.3 x 40.5 cm
P.O.A

 

Alberto Ziveri

Postribolo, 1945

Oil on canvas, 23 x 26 cm
£18,000.00

 

Alberto Ziveri

Female nude with a fan, 1958

Oil on canvas, 170 x 90 cm
P.O.A

 

Andrea Spadini

Amaca Zanardo, 1954

Terracotta, 35 x 12 x 33 cm
£10,000.00

 

Andrea Spadini

Girl with a bird, 1939

Tuff, 46 x 48 x 27 cm
£16,000.00

 

Andrea Spadini

Leda and the swan, 1959

Glazed ceramic, 80 x 52 x 27 cm
P.O.A

 

Antonio Canova

Joachim Murat & Caroline Bonaparte, 1813

Plaster, 66 x 26 x27 – 58.5 x 26 x 27 cm
P.O.A

 

Antonio Mancini

Female figure, c.1915

Charcoal and pastel on paper, 41 x 27 cm
£8,500.00

 

Antonio Scordia

Portrait of Valentina, 1951

Oil on canvas, 150 x 100 cm
£28,000.00

 

Armando Spadini

Study for the finding of Moses

Oil on canvas, 70 x 57.5 cm
£26,000.00

 

Dino Buzzati

The Harem, 1958

Pastel on paper, 29.2 x 39.5 cm
£20,000.00

 

Edita Walterowna Broglio

Study for Terrace by the sea, 1949

Pencil on paper, 96 x 123 cm
£25,000.00

 

Enrico Prampolini

Female nude, c.1945

Indian ink on paper, 27 x 21 cm
£6,000.00

 

Enrico Prampolini

Female nude, c.1945

Indian ink on paper, 27 x 21 cm
£6,000.00

 

Enrico Sacchetti

Fashion and women, 1913

Tempera pouchoir, 32.5 x 24 cm
£5,000.00

 

Enrico Sacchetti

Fashion and women

Tempera pouchoir, 32.4 x 24 cm
£5,000.00

 

Enrico Sacchetti

Portrait of Eleonora Duse, c.1910

Tempera pouchoir, 35 x 26 cm
£7,000.00

 

Ferruccio Ferrazzi

Figure of the Merry go round, 1936

Oil on canvas, 50 x 42 cm
£16,000.00

 

Ferruccio Ferrazzi

Naked girl, 1936

Oil on canvas, 74 x 52 cm
£40,000.00

 

Giulio Aristide Sartorio

Reading woman, 1891

Pastel on paper, 85 x 48 cm
£40,000.00

 

Lea Monetti

Laocoon Mother, 2015

Bronze, 79 x 66 x 27.5 cm
£40,000.00

 

Libero Andreotti

Venus Fortune, 1928-31

Bronze, 78 x 25 x 15 cm
P.O.A

 

Lila de Nobili

Sketch for the costume of Maria Callas in La Traviata, 1955

Indian ink and watercolour on grey paper, 24.5 x 18 cm
£10,000.00

 

Margherita Vanarelli

Female figure with a child in a high chair, 1963

Mix media on paper, 27.5 x 21.5 cm
£7,000.00

 

Marisa Mori

Self-portrait, 1930

Oil on panel, 44 x 51 cm
£13,000.00

 

Pietro Gaudenzi

Bread bearers (from Il Grano triptych), 1940

Pastel on mounted paper, 230 x 140 cm
P.O.A

 

Pietro Gaudenzi

Farmers of Anticoli Corrado (from Il Grano triptych), 1940

Pastel on mounted paper, 230 x 140 cm
P.O.A

 

Renato Guttuso

Medusa, 1985

Indian ink and watercolour on paper, 40.5 x 41.5 cm
£16,000.00

 

Roberto Melli

Portrait of Anna Maria Passarella, 1954

Oil on canvas, 150 x 90 cm
£35,000.00

 

Thayaht

Manekinos, 1922

Pencil and tempera on paper, 20 x 13 cm
£8,000.00

 

Ubaldo Oppi

Portrait of his wife Adele Leone, 1923-24

Pencil on paper, 70 x 58 cm
£25,000.00

 

Umberto Brunelleschi

America goddess of war, c.1935

Tempera and pencil on paper, 33 x 25 cm
£7,000.00

 

Umberto Brunelleschi

United States Army Red Cross nurse, c.1935

Tempera and pencil on paper, 35 x 25 cm
£7,000.00

IO SONO CAMBELLOTTI – Via Margutta 53b

IO SONO CAMBELLOTTI

A Roma nei nuovi spazi espositivo della Galleria W. Apolloni

Via Margutta 53b

Lunedì ore 15,30 – 19,00
Martedì – Venerdì ore 10,00 – 13,00 / 15,30 – 19,00
Catalogo: a cura di Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli, (De Luca Editori d’Arte), introdotto da uno scritto di Antonio Pennacchi, l’epico romanziere di “Canale Mussolini”, e si avvale della collaborazione di Anna Maria Damigella, Francesco Parisi, e di Francesco Tetro, Direttore del Museo Cambellotti di Latina.

La Galleria W. Apolloni è davvero orgogliosa, e non per modo di dire, di presentare a Roma il suo nuovo spazio di esposizione in via Margutta 53B, nel più grande degli studi d’artista del Palazzo Patrizi, sede a suo tempo dell’Accademia Britannica fino al 1911, e per tanti anni negozio dell’antiquario romano Massimo Tuena. Per rendere memorabile questa apertura la galleria antiquaria ospita la Galleria del Laocoonte, impresa partner per l’arte moderna italiana, che per l’occasione ha organizzato un’esposizione dedicata al grande artista romano Duilio Cambellotti (1876-1960), già presentata al Museo Emilio Greco di Sabaudia l’estate scorsa con grande successo di pubblico e di critica, ma accresciuta per l’occasione da numerosi prestiti di privati collezionisti e colleghi galleristi, da risultarne, con una trentina di opere – alcune inedite – quasi raddoppiata in estensione. Per l’occasione infatti, oltre al catalogo già esistente “Io sono Cambellotti”, pubblicato da De Luca editori d’Arte (a cura di Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli, con presentazione di Antonio Pennacchi) verrà pubblicato con lo stesso editore un secondo fascicolo.
Cambellotti, artista di schietta e programmatica romanità, che padroneggiò ogni tecnica e materiali, e fu poliedrico ed eclettico creatore di sculture di bronzo, legno, pietra e terracotta, cesellatore di medaglie, realizzatore formidabile di pitture murali, di vetrate, di maioliche, di incisioni e xilografie, di mobili e arredi. Fu anche scenografo, costumista, e “metteur en scène”, soprattutto per il teatro classico a Siracusa e ad Ostia, ma anche per il cinematografo, dagli inizi del muto fino al neorealismo del dopoguerra.
Il suo primo trionfo artistico, del resto, fu l’allestimento della prima rappresentazione de “La Nave” di Gabriele d’Annunzio, nel 1908. Fu anche creatore di manifesti come quello per l’Esposizione Internazionale di Roma del 1911, ed illustratore di numerosissimi libri. In mostra sarà la lussuosa edizione delle favole di Trilussa dalla copertina figurata in tessuto colorato, ricca come un piccolo arazzo. L’arte che invece non praticò mai fu la pittura da cavalletto destinata agli amatori privati. Infatti fu un fedele seguace dell’ideologia umanitaria di William Morris, e concepì sempre la sua arte come opera di divulgazione popolare, come educazione al bello per le masse, e all’inverso,impose al gusto contemporaneo eleganti idealizzazioni di oggetti rustici – mobili, maioliche – che potessero
rendere consapevole il pubblico borghese dell’atavica bellezza degli strumenti del lavoro contadino.
In mostra due prestigiosi mobili dimostrano la sua unicità strepitosa di artista-artigiano. Il suo amore quasi religioso, ma laico, per Roma, la Roma antica svelata dalle scoperte archeologiche a lui contemporanee si riversò soprattutto nella creazione delle “Leggende Romane”, prima tempere e poi xilografie a cui lavorò tutta la vita, Cambellotti creò un neoclassicismo – ma sarebbe meglio dire neo-arcaismo – tutto suo, espressionista e rustico. Socialista umanitario, moderato e pacifista sempre, resuscitò in senso popolare e repubblicano la simbologia romana del fascio, dell’aquila e della lupa molto prima dell’avvento del fascismo, che quando arrivò al potere se ne impadronì trovando in Cambellotti un repertorio simbolico già bello e fatto. Delle “Leggende Romane”, vi sono diverse tavole originali e numerosi studi relativi, nonché le rare tirature originali di alcune xilografie della serie che rimase inedita finché l’artista fu in vita. Oltre che per Roma, Il suo amore per l’Agro Romano e Pontino lo portarono a studiare gli alberi e le piante, gli animali, i paesaggi, le abitazioni, le genti ed i costumi della campagna attorno a Roma, per conservarne il ricordo in forme artisticamente stilizzate e inconfondibili, diffondendone le immagini al fine di sensibilizzare la società sulle condizioni di arretratezza, fatica, miseria e malattia in cui vivevano i contadini dei latifondi malarici.
Con Giovanni Cena, Giacomo Balla, Sibilla Aleramo e Alessandro Marcucci e altri intellettuali umanitari del tempo fu attivo per promuovere le scuole per i figli dei contadini a cui prestò la propria opera di decoratore in edifici in cui il rustico artistico delle cose familiari accogliesse i bambini in ambienti pratici e salubri. L’osservazione degli usi atavici lo portò a studiare la Roma
antica delle origini, in un tempo in cui gli scavi al Foro e al Palatino ne portavano alla luce resti e memorie.
Illustratore di propaganda nella Prima Guerra Mondiale, creatore di singolari monumenti ai caduti nel primo dopoguerra – Terracina, Priverno – Cambellotti fu anche coinvolto nell’opera delle nuove città di fondazione della Bonifica Pontina. Sua la smisurata pittura murale con la “Conquista della Terra” che orna il palazzo della prefettura di Latina.
Terracina era infatti la sua residenza estiva, dove abitava la pittoresca Torre Frangipane, dall’alto della quale- come si vede in mostra – ha immortalato un volo di rondini in uno splendido disegno in cui le volanti messaggere della primavera si librano alte e grandissime al di sopra dei tetti del paese minuscoli e lontani.
In mostra i gessi originali di due delle tre Dolenti del Monumento ai Caduti di Terracina, uno splendido bronzo de “La Corazza” celebrazione dell’antico guerriero contadino italico, un gesso di leonessa, un commovente presepe di terracotta magistralmente dipinto. Delle “Leggende Romane” la tempera più antica del Ponte Sublicio e tre altre leggende, Marte, Orazio Coclite e l’Origine del Campidoglio, stampate da Cambellotti in vita. Acquarelli e disegni preparatori per la casa dei Mutilati di Siracusa, dove i soldati feriti sono tramutati in dolorosi tronchi potati carichi d’armi. La xilografia di Terracina bombardata e il suo disegno preparatorio, “La Legnara” che fa parte di un poema iconografico dedicato al Circeo e alla navigazione antica. Manifesti e tempere preparatorie per le tragedie greche messe in scena a Siracusa. Una serie di medaglie di bronzo con le relative preparazioni in gesso e cera mostrano a qual punto alta fosse la maestria di Cambellotti in quest’arte nella quale egli fu davvero un Cellini del XX secolo. Un cartone di vetrata, disegno smisurato per l’oculo della facciata del Duomo di Teramo, mostra una Vergine tra gli angeli circondata di fiori come una donna Liberty.
Numerose le piccole illustrazioni per libri che mostrano la sapienza grafica di Cambellotti disegnatore, non solo di tavole, ma anche di vignette testate e finalini, una maniera di adornare il libro in ogni sua parte affinché la parte dell’artista fosse pari a quella dell’autore del libro. E in ciò fu superiore, di molti libri avremmo perduto la memoria se non vi fossero le figure di Cambellotti a
renderli preziosi. Tra le opere presentate a Roma rammentiamo, un “Buttero” insieme rustico e futurista appartenuto a Bruno Mussolini, le bronzee conche “dei Cavalli” e “dei Bufali” prodigio di naturalismo e sinteticità formale, e un vaso di bucchero, resurrezione dell’antica tecnica etrusca, ornato dai segni dello Zodiaco. Si segnalano anche le meravigliose illustrazioni per il Prometeo e i Sette contro Tebe di Eschilo, e i modellini di scenografie, come quello per “L’Aiace” e per “L’Ecuba”, dove le linee del modernismo si sposano con l’evocazione dell’antichità remota, tanto da rendere contemporaneo lo stile dell’Ellade primitiva.
NOTIZIE UTILI
Dove: Roma, nuova sede della Galleria W.Apolloni, Via Margutta 53B
Vernissage: venerdì 27 ore 18.00
Quando: dal Venerdì 27 ottobre, ore 18.00 al 23 dicembre 2017

CATALOGO: Io sono Cambellotti

Catelloni e Copertine – Catalogo mostra

Pietro Gaudenzi – Catalogo mostra

Disegni di Afro – 1944-1957

Io sono Cambellotti

Cartoni! Disegni smisurati

Mario Sironi – Disegni e tempere

Il Laocoonte di Vincenzo de’ Rossi

Alberto Martini – Il poema delle ombre

Il concorso per la porta della Basilica Vaticana

Alberto Martini

Dopo il successo della mostra Maschere del ‘900, la Galleria del Laocoonte ha deciso di non smontare l’esposizione del Poema delle Ombre di Alberto Martini, affiancando ad esso una scelta di opere dello stesso artista. Di Alberto Martini (Oderzo 1876 – Milano 1954) saranno esposte oltre ad alcune tavole per i racconti di Edgar Allan Poe, le belle litografie, studi per illustrazioni, come quelle realizzate per La Lettura del Corriere della Sera, ed infine uno dei suoi più affascinanti autoritratti giovanili, un vero e proprio capolavoro di maestria della penna che immortala l’artista come il dandy decadente per eccellenza, o piuttosto per inarrivabile eleganza.

Il Poema delle Ombre

Il libro o poema delle ombre è un’opera misteriosa eseguita da Alberto Martini nel 1904 e continuata ancora nel 1909-10. Forse doveva illustrare un poema o addirittura un testo teatrale di cui però non abbiamo traccia se non la sintetica lista di un enigmatico sommario che rende ancora più misteriosa la funzione delle illustrazioni. Un coro muto di maschere ci guarda. C’è Venezia e il suo carnevale, ma ci sono maschere di congiurati, forse di ladri e di assassini, ma anche voluttuose maschere femminili velate che fanno pensare a congiure d’altro genere, a segreti convegni, a baci tra amanti ignoti gli uni a gli altri, ad una Venezia notturna tra Casanova e la marchesa Casati.

Macbeth atto V, 1910, china su cartoncino, cm 36 x 25,5
Il Poema delle Ombre, 1904-10, china acquarellata su carta, 15 x 19.
Le yovevr d’echecs de maetzel, 1914, china su cartoncino, cm 25,8×18
William Wilson, 1936, china su cartoncino, cm 26×37

Il Poema delle Ombre, 1904 – 1910, china acquerellata su carta, cm 19.4×15.2

Modenantiquaria 2017

Modenantiquaria 2017

XXXI edizione Mostra di Antiquariato

dal 11 al 19 febbraio 2017

 

Quartiere Fieristico ModenaFiere
via Virgilio 70 – 41123 Modena

 

Artisti rappresentati in fiera:

Giacomo Balla
Umberto Brunelleschi
Alberto Martini
Mario Sironi
Gino Severini
Afro Basaldella
Giuseppe Rivaroli
 

Orari d’apertura:

Lunedì, martedì e mercoledì
dalle 15:00 alle 20:00

Giovedì, venerdì, sabato e domenica
dalle 10:30 alle 20:00

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